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SENZA DIMORA: DATI E ASPETTI PASTORALI
03 gennaio 2008
L’ultima indagine nazionale è dell’anno 2000; effettuata dalla Fondazione Zancan di Padova,
su incarico della Commissione di Indagine sulla Povertà allora in carica presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano, portò ad una stima di 17.000 persone senza
dimora.
Tale dato è sottostimato sia in relazione a precedenti proiezioni sia in base alle
dichiarazioni delle associazioni che si occupano di persone senza dimora.
In prospettiva qualitativa dall’indagine citata emergono comunque alcune tendenze e
caratteristiche sostanzialmente simili a quelle rilevate dalle Caritas diocesane del territorio
italiano:
a) il fenomeno si concentra con maggiore intensità presso i grandi centri
urbani (aree metropolitane). Tuttavia, anche i piccoli centri sono coinvolti
dal fenomeno in quanto alcune persone senza dimora trovano una
sistemazione presso microstrutture approntate da Enti religiosi nei comuni
più piccoli;
b) il fenomeno colpisce maggiormente i maschi e i maggiorenni. I minori,
pochissimi fino a pochi anni fa, stanno aumentando (soprattutto nei grandi
centri urbani) in seguito ai fenomeni di tratta e traffico di esseri umani (si
tratta di minori stranieri introdotti in Italia a scopo di accattonaggio, furto,
prostituzione). Basso e stabile il numero di anziani;
c) su un campione di 264 centri di ascolto italiani, nel semestre aprilesettembre
2006, i senza dimora costituiscono il 13,9% dell’utenza Caritas:
d) rispetto al totale dei senza dimora transitati presso i centri di ascolto Caritas,
gli stranieri rappresentano circa il 70%. Nell’indagine nazionale della
Fondazione Zancan, gli stranieri risultavano pari al 58,9%; tuttavia, in soli
sette anni, il numero di senza dimora stranieri è aumentato, anche a livello
nazionale, a causa del forte aumento di flussi migratori “poveri” dai paesi
dell’Est Europa.
e) la popolazione senza dimora italiana ha un’età media più elevata di quella
straniera: 50 anni contro i 30/35. Nel caso degli italiani, si tratta spesso di
persone che hanno alle spalle una storie di vita segnata da insuccessi
affettivi, separazioni, perdita del lavoro, allontanamento da istituti di
ricovero, ecc. Nel caso degli stranieri ci troviamo invece di fronte a giovani
adulti che dormono all’aperto o in ripari di fortuna per vari motivi legati
all’esperienza migratoria; si tratta di clandestini nella prima fase di arrivo in
Italia, immigrati che dormono in ripari di fortuna presso i luoghi di lavoro
nero, immigrati in situazione di povertà economica pur in presenza di
permesso di soggiorno, ecc.
Il livello scolare modale è la scuola media per gli italiani e la scuola
superiore per gli stranieri.
OBIETTIVI PASTORALI
Pur nella estrema varietà delle attività che si vanno concretizzando nei diversi territori proviamo ad
elencare, in ottica esemplificativa, alcuni obiettivi.
Obiettivi di fondo:
• Riuscire attraverso proposte operative a realizzare in modo sempre più intenso il principio
della sussidiarietà tra parrocchie, Caritas diocesana, altri soggetti ecclesiali e sociali che
sempre più si dimostreranno consapevoli rispetto alle proprie e altrui potenzialità e limiti.
Con ciò si intende agevolare la presa in carico dei bisogni in modo coordinato nel contesto
ecclesiale, stabilendo una rete di collegamento efficace con le parrocchie e contatti
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collaborativi con i servizi assistenziali, affinché non siano abbandonati a se stessi coloro che
necessitano di interventi mirati. In tal senso, il coinvolgimento delle comunità parrocchiali si
intende nella sua forma più allargata e pertanto va operato non solo sui parroci ma anche
sui Consigli Pastorali, sul gruppo della Caritas parrocchiale, sulle realtà del volontariato, sui
gruppi giovanili e sulle famiglie. E’ in questo ambito che si ricercheranno vie progettuali
volte a ricreare nuovi contesti di prossimità e vicinanza che diano risposte concrete ai
bisogni delle persone.
• Riuscire a passare da attività che rispondono a fasi d’emergenza ad attività che hanno
obiettivi di inclusione attraverso l’inserimento in attività lavorative specifiche o laboratori
artigianali che consentiranno alla persona di superare dignitosamente la condizione di
povertà e marginalità.
• Animare e sensibilizzare attraverso strumenti concreti ( carta equa) la comunità ecclesiale e
sociale a condurre stili di vita sobri, equi e solidali.
Obiettivi operazionali o concreti:
• Stabilizzare e potenziare il sistema complesso di interventi per i senza dimora, già avviato,
rinsaldando la rete dei servizi esistenti ed integrandoli con azioni per la promozione,
l’elaborazione e l’implementazione di specifici programmi personalizzati di
accompagnamento, recupero e di reinserimento socio-lavorativo, volto alla graduale
presa in carico ed al raggiungimento di una funzionale autonomia ed indipendenza della
persona accolta.
• Promuovere e sostenere azioni di sensibilizzazione delle popolazione verso il fenomeno dei
“senza dimora” ed in generale verso la cultura dell’accettazione, della condivisione e della
gratuità.
• Avviare attività rivolte ai senza dimora all’interno di alcune delle differenti “assi” che
compongono la vita della persona:
Asse Lavoro, con attività di reinserimento graduale nel mondo del lavoro (laboratori
protetti, tirocini);
Asse gestione del tempo libero, attraverso l’offerta di attività ludico-ricreative per il
reinserimento sociale e l’arricchimento della sfera umanistico - cognitiva (gite,
escursioni);
Asse accompagnamento individuale, attraverso l’elaborazione e l’offerta di
“moduli” specialistici per particolari problematiche o tipologie di utenza
caratteristiche (stranieri, problematiche mentali..);
Asse comunitario, per la sensibilizzazione, la messa in rete delle risorse territoriali e la
prevenzione;
Asse abitazione, approntando appartamenti per l’accoglienza di piccoli nuclei
familiari o singoli e potendo così maggiormente incrementare il sostegno alle
persone nella scelta di condizioni abitative alternative ed adeguate al problema
specifico.
L’individuazione degli obiettivi nasce sempre da un’attenta lettura del contesto socio – economico
ed ancor più dalla lettura di volti e storie che operatori e volontari incontrano all’interno dei Centri
di Ascolto, la lettura è arricchita dalla valutazione attenta e critica dei percorsi di superamento
della condizione di senza dimora già realizzati grazie a progetti messi in atto in precedenza.
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